La Gioconda e Ponte Buriano

On 06 Agosto 2016

Quando si scrive inevitabilmente si mette parte di sé, del proprio bagaglio culturale, della personalità, dei sentimenti, della vita stessa e di ciò che ci appartiene, anche se cerchiamo di essere più distaccati possibile.
Le persone e i luoghi che ci sono cari ricorrono, seppure sotto mentite spoglie, oppure inseriti apertamente in contesti diversi.
Ne Il Diario di una Cameriera... a Parigi una scena che mi ha particolarmente coinvolto emotivamente ha come sfondo il celeberrimo dipinto della Gioconda di Leonardo esposta al Museo del Louvre di Parigi.

Secondo alcuni studi, il ponte sullo sfondo del ritratto sarebbe Ponte Buriano, ponte romanico alle porte di Arezzo, laddove l’Arno svolta deciso verso il Valdarno unendosi al canale della Chiana invece che dirigersi verso Arezzo – come nei celebri versi di Dante: e da lor disdgegnosa torce il muso (Purgatorio, XIV, 48).
Gli studi sono stati condotti dal professor Carlo Starnazzi, che già nel 1992 aveva avvalorato la tesi del paesaggio attraverso l’esame delle carte topografiche dell’epoca di Leonardo, trovando riscontri nell’attività dell’artista che, in quel periodo, aveva fatto dei disegni di quello stesso ponte e di quella zona.

Ho avuto la fortuna di avere il prof. Starnazzi come insegnante di lettere al liceo proprio nel periodo in cui stava portando avanti questi studi che hanno fatto segnare una svolta nel modo di interpretare Leonardo ed i suoi tanti misteri. E ho avuto la fortuna di vivere nei pressi di quello stesso ponte che è sopravvissuto ad alluvioni e guerre mantenendo intatto tutto il suo fascino e le sue suggestioni.

Ricordo ancora il sorriso sornione del prof. quando faceva combaciare lentamente gli innumerevoli pezzi del puzzle che si era impegnato a risolvere con passione, la soddisfazione e l’orgoglio di scoprire che il paesaggio intorno a noi avesse ispirato il genio di Leonardo.

Per chi ci vive diventa quasi un’abitudine. Ma fermarsi sulle sponde dell’Arno in quel punto ha un forte impatto emotivo. Le arcate del ponte si riflettono sulle acque ora limpide e placide, ora fangose e gonfiate dalla piena. La vegetazione si distende oziosa sull’alveo del fiume, confondendosi coi colori delle stagioni. Il vento smuove le canne facendole ondeggiare come ballerine aggraziate. Il rumore dolce o impetuoso della corrente, la brezza che porta con sé, l’odore dolciastro delle acque, i pesci, le anatre selvatiche e gli uccelli di ogni specie che trovano riparo nell’Oasi... Un piccolo angolo di paradiso intagliato da Madre Natura che l’uomo ha voluto delimitare con un’opera perfettamente in simbiosi, quale è il ponte.
Passeggiare sulle rive, sedere e assaporare i suoni e il paesaggio suscitano sensazioni indescrivibili, come trovarsi in un universo parallelo dove tutto funziona perfettamente.
Per questo, nel mio romanzo una scena particolarmente delicata, a livello emotivo, è ambientata proprio davanti al dipinto di Leonardo. Un piccolo doveroso omaggio in una piccola opera di un’umile scrittrice alla sua terra così maestosa e generosa, che ha saputo affascinare uno dei sommi artisti della storia.



Apertura Museo

Lun-Ven 10 - 19
Sab-Dom 12 - 20
Scuole 10 - 12pm
Tour Org 13 - 18

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Negli anni del suo splendore creativo Leonardo da Vinci ha soggiornato in terra di Arezzo
e qui ... un gruppo di appassionati ha riscoperto le bellezze che ci ha lasciato ..